«IPOTESI DI LETTURA» LA CASA SULLA COLLINA

«IPOTESI DI LETTURA» LA CASA SULLA COLLINA

DI NICOLÒ D’ALESSANDRO CON UN’ACQUAFÒRTE

DI EDO JANICH CROSS-CULTURAL-COMMUNICA TIONS NEW YORK

(con angoscia ricordando, senza rendere però la
lettura un dialogo)
Può svolgersi in qualunque luogo.CCI21092014_2
Qualunque voce, come da lontano, può essere
adottata.
Personaggi: • Chi narra
• Qualcuno che ha già ascoltato

Ricordi ancora quello che ti dissi?
C’era una casa da cui non si vedeva mai
uscire nessuno…
apparteneva a qualcuno certamente, la luce
sempre accesa, traspariva dalle imposte chiu-
se… neppure un’ombra… non si sentiva ru-
more alcuno…
il paesaggio, raccontami del paesaggio…
ricordi ancora quello che ti dissi?
un enigma, un sogno, uno sconosciuto conte-
nitore…
guardandola, un’inquietudine ti assaliva, pen-
savi alla tua vita, all’esistenza, al tempo… una
specie di notte…
la luce, parlami della luce…
era come una sorta di trappola… un’attrazio-
ne irresistibile… un desiderio irrisolto… ed
ancora nell’immaginaria vedendola, ti perva-
deva una volontà di possesso… la curiosità di
conoscerla meglio, di saperne di più…
il rumore, parlami del rumore…
era vedendola una tentazione magica di capi-
re perché… un’angosciosa attesa… vedere e
non sapere… ascoltare e non udire nulla, un
respiro, un rumore… una traccia… supporre
soltanto è terribile!… un’illusione… un suppli-
zio… un conflitto insanabile…
il cielo, parlami del cielo…
ricordi ancora quello che ti dissi?
era una casa anonima come tante altre case
di pietra, pietra antica mi pare dicesti… nep-
pure una crepa…
la ricordavano da molte generazioni sempre
uguale, senza traccia del tempo trascorso…
dalle imposte chiuse filtrava una luce costan-
te… un’ossessione…

com’era nelle notti d’estate la casa? con il
chiarore lunare? e le stelle?… le stelle?
la ricordo bene, lassù sulla collina, anonima
come tante altre case… ecco, una lanterna…
sì, una lanterna magica… lontana… immersa
nel buio…
il silenzio, parlami del silenzio…
dalle finestre chiuse alcuno vide trasparire
mai un’ombra… stavano ad osservarla attenti
per cogliere una traccia… carpirne un segno…
una presenza… secoli e secoli d’attesa… ognu-
no cercava la propria inquietudine… la pro-
pria riconciliazione…
la collina, parlami della collina…
un’atmosfera indefinibile… imbarazzante… il
solo ricordo è turbamento profondo… strug-
gente.
com’era nelle notti d’estate?… alla luce dei
lampi d’inverno, com’era la casa?
l’attesa inquietante stringeva la gola… una
minaccia… il desiderio della sorpresa… (senti-
vano la paura del ricordo…)… del rifiuto… del
rancore… ricordi tu quello che ti dissi?
era agitato il racconto, quell’alba di un giorno
lontano… il crepuscolo o forse il tramonto…
quella luce immutabile era come un ingan-
no… un chiarore… un rifugio,
il vento, parlami del vento…
tentarono la spiegazione, fecero mille conget-
ture, mille progetti, diedero ipotetiche solu-
zioni… in realtà nulla era mai vero… il dub-
bio possibile era la sola certezza…
della nostalgia mi parlasti… di nostalgia… mi
pare…
nostalgia…
Cerda, novembre 1981

L’acquafòrte di Edo Janich
appositamente realizzata per l’ipotesi di lettura:
“La casa sulla collina’’ di Nicolò D’Alessandro
è stata stampata in settantacinque esemplari
numerati e firmati da uno a settantacinque in cifre arabe
e quindici in numeri romani da uno a quindici.
Il testo è stato stampato dalla
“stampatori tipolitografi associati”
Palermo dicembre millenovecentoottantotto
ESEMPLARE N.

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